Amityville: il risveglio: jumpscare, jumpscare, jumpscare. - La tomba per le lucciole

Amityville: il risveglio: jumpscare, jumpscare, jumpscare.


SCHEDA FILM


  • TITOLO: Amityville: il risveglio (Amityville: The Awakening)
  • DATA DI USCITA: 2017
  • REGIA: Franck Khalfoun
  • SCENEGGIATURA: Franck Khalfoun
  • TRAMA: 

  • Una mamma e i suoi tre figli (Juliet, Belle e James, quest'ultimo in coma da due anni) si trasferiscono in una nuova casa al 112 di Ocean Avenue, ad Amityville. Belle viene a sapere da un suo amico che la casa nella quale vive è stata teatro di una serie di omicidi ad opera di un ragazzo che affermava essere stato spinto da alcune voci a trucidare la sua famiglia. Inizierà a temere la casa in seguito ad incubi e ad inspiegabili avvenimenti.

    L'ho già scritto per Annabelle, lo ripeto qui:
    Checché se ne dica l'horror è un genere fatto dalla messa in scena, dalla costruzione visiva, dal montaggio, fotografia, regia.
    Spenderò pochissime parole per questo Amityville: il risveglio, semplicemente perché c'è davvero poco da dire che non abbia già detto – sebbene in maniera leggermente diversa ma facilmente applicabile anche a questa pellicola – nella recensione del film sulla simpatica bambolina sopra citato.

    Solito film horror degli ultimi tempi: jumpscare continui, messa in scena con un paio di spunti interessanti che – oltre ad essere non più di due o tre – rimangono spunti; una sceneggiatura scritta da un bimbo delle elementari che seppur provando ad osare in qualche momento sembra intimidita e rimane sciocca e banale. 

    Evitando quindi di parlare del lato tecnico del film che non ha veramente NIENTE da dire – regia piatta, fotografia piatta, montaggio piatto tranne in due sequenze – mi soffermerò un po' di più sulla sceneggiatura perché vorrei porre l'attenzione su alcuni aspetti del film che mi hanno colpito.



    La storia della casa Amityville la sanno anche i sassi, e dopo una ventina di film della saga tutti hanno capito quali sono le meccaniche dei film ad essa dedicati. Le opzioni quindi sono due quando ci si accinge a scrivere una sceneggiatura per l'ennesimo film del brand: scrivere la solita storia; trovare soluzioni innovative per sfruttare il marchio. È facilmente intuibile che la strada intrapresa da Khalfoun sia stata la prima. Tale scelta però implica una consapevolezza del fatto che una così debole "ossatura" necessita di una presenza estetica non indifferente, almeno per intrattenere. Ho detto però poco sopra che questo film tecnicamente non dice nulla, allora perché ho voluto soffermarmi su quest'aspetto?
    Perché mi ha frustrato molto trovarmi davanti ad una pellicola che a tratti tenta di uscire dai binari per poi trovarsi miseramente a riproporre la solita minestra riscaldata la quale davvero ha stufato



    Avere un personaggio in coma apre diverse porte allo sceneggiatore in quanto si può giocare su una figura ferma che può intimorire anche con il più piccolo gesto (il movimento degli occhi per esempio). D'altra parte giocare con il cinema stesso attraverso i personaggi secondari che spingono la protagonista addirittura a guardare il DVD originale del primo film della saga di Amityville può portare a divertirsi col genere e a trovare soluzioni potenzialmente interessanti. Il montaggio stesso, come detto sopra, asseconda alcune interessanti idee riguardo lo sviluppo del personaggio interpretato da Bella Thorne (la quale recita in maniera veramente indecente; l'unica cosa che si ricorda di lei sono le sue mutandine rosa di pizzo e il suo corpo inquadrato insistentemente dal regista che, a quanto pare, ama riprendere i personaggi dal basso) solo in un paio di momenti, che finiscono purtroppo nel dimenticatoio essendo incredibilmente anonimi. 

    Concludo con una precisazione: questo film, come Annabelle, non è fatto male, è semplicemente inutile. È sciocco, banale, superficiale. Non c'è sangue e sesso (anche nel peggiore dei casi forniscono allo spettatore un minimo di intrattenimento), solo un continuo riprendere stilemi che non hanno più motivo di esistere nel cinema se non per essere ribaltati. Questo Amityville: il risveglio quindi non è da aggredire in quanto "peggior horror degli ultimi anni", perché così non è; esso diventa solo, per me, l'ennesima occasione per ribadire la mia insofferenza a questo tipo di horror, che non sa più parlare con lo spettatore, non sa guardarlo, non sa comunicare con lui. Non ci prova neanche.

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