Avventure grafiche: si possono definire videogiochi? - La tomba per le lucciole

Avventure grafiche: si possono definire videogiochi?


Negli ultimi tempi la riscoperta delle avventure grafiche è sotto gli occhi di tutti. Dei prodotti semplici ma capaci come non mai di toccarci dentro e farci emozionare più di ogni altro videogioco. La trama diventa il punto essenziale e di contorno dei semplici enigmi da risolvere per poter proseguire nella storia.
Analizzando un po' meglio il prodotto però, mi è venuto spontaneo pormi un grande quesito: le avventure grafiche possono definirsi a tutti gli effetti videogiochi?

Premetto: so bene che non tutte le avventure grafiche si riducono ad avere una semplicità estrema, ma per una grossa fetta così è, ed è giusto parlarne.

La mia risposta a questa domanda è: no; vi spiego subito perché. Nel momento in cui mi approccio ad un videogioco ciò che mi aspetto è che le mie scelte e le mie azioni influenzino in qualche modo il corso del gioco, quindi che l'interazione che avviene tra giocatore e videogioco abbia una sua utilità. Una grossa parte delle avventure grafiche però non ha questo tipo di interazione. Le nostre azioni e le nostre scelte in qualche modo sono sempre guidate e limitate in modo tale che si arrivi sempre e comunque ad un determinato punto. Possiamo dunque affermare che la componente interattiva nel gioco non ha nessuna utilità, che ci sia o meno non ha nessuna rilevanza ai fini del gioco. Avendo una componente del genere quasi assente sinceramente non mi sento di poter definire ancora "videogioco" un prodotto del genere, per quanto tecnicamente lo sia.

Vorrei dire però che questa non è una critica alle avventure grafiche - che per altro spesso e volentieri regalano delle magnifiche perle - ma una semplice riflessione sul concetto di videogioco a cui vengono associate.
L'articolo comunque è stato scritto per poter affrontare un dibattito quindi ben vengano le vostre opinioni!

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